C'è un sentiero in Val Canali dove si cammina tra prati aperti e boschi fitti, con le Pale di San Martino che ti sembra di toccare allungando la mano. È pianeggiante, dura poco più di un'ora, e lungo il percorso si incontrano stazioni di legno che raccontano storie di pecore, di acque, di erbe e di terra. Si chiama Sentiero delle Muse Fedaie, e il nome dice già molto: "fedaie" in dialetto locale significa "delle pecore", quelle che da sempre pascolano su questi prati. Le muse, invece, vengono dalla mitologia greca. Insieme, raccontano la biodiversità di questo angolo di Dolomiti.
Il sentiero parte dal Laghetto Welsperg, uno specchio d'acqua piccolo e perfetto dove le montagne si riflettono immobili. Da lì si cammina tra prati fioriti, zone umide, pascoli e tratti di foresta, seguendo i cartelli che portano di stazione in stazione. Ogni sosta ha un nome, una musa, un tema. E ogni sosta invita a fermarsi, guardare, toccare.
Il Sentiero delle Muse Fedaie non è una semplice passeggiata. È un percorso pensato per far capire, a grandi e piccoli, cosa significa biodiversità. Lungo i 3,5 chilometri si incontrano sette stazioni, chiamate "Legni": strutture di legno e vetro dove sedersi, leggere, osservare il paesaggio con occhi diversi.
Ogni stazione è dedicata a una musa della mitologia greca, e ogni musa racconta un pezzo di questo territorio.
Artemide guida alla scoperta dei cavalli di razza norica, che ancora oggi pascolano liberi nei prati della valle. Mnemosyne, la dea della memoria, mostra come questo paesaggio sia rimasto quasi identico da quattro secoli: una vecchia fotografia sovrapposta alla vista reale lo dimostra in modo sorprendente. Talìa racconta le mille erbe dei prati, quelle che calpestiamo senza pensarci. Gea, la madre terra, invita a camminare a piedi nudi su sassi, muschio e legnetti per sentire le differenze sotto i piedi. Galatea parla delle pecore di razza Lamon, reintrodotte in questa valle, e offre ai bambini sagome di legno da cavalcare. Igea, dea della salute, custodisce un percorso Kneipp dove immergere i piedi nell'acqua fredda di sorgente. E le Najadi guidano alla scoperta delle acque minori che sgorgano nei prati torbosi e alimentano il Rio Brentella.
Non serve leggere tutto e non serve capire tutto, basta camminare, fermarsi e lasciarsi incuriosire.
Il sentiero ruota attorno a Villa Welsperg, sede del Parco Naturale Paneveggio Pale di San Martino. La villa fu costruita nel 1853 come residenza estiva dei Conti Welsperg, una famiglia le cui origini risalgono all'anno Mille e che ottenne Tonadico e il Primiero come feudo nel Quattrocento. Oggi ospita il Centro Visita del Parco, con sei sale dedicate agli ambienti naturali della zona.
Nel giardino della villa c'è un faggio di circa trecento anni, tigli secolari, un orto, un labirinto di alberi e strutture in legno su cui i bambini possono arrampicarsi. C'è anche un grande cervo di legno, impossibile da ignorare.
Il percorso ha la forma di un otto, con la villa al centro. Si può fare tutto l'anello oppure scegliere solo una delle due metà. La segnaletica è chiara, i cartelli con la scritta "MF" accompagnano ogni passo.
Il Sentiero delle Muse Fedaie è completamente pianeggiante: dieci metri di dislivello in tutto. È accessibile con il passeggino da trekking per quasi tutto il percorso, con un breve tratto finale dove serve lo zaino portabimbo. È adatto a bambini piccoli, a nonni, a chiunque voglia camminare senza fatica e tornare a casa con la sensazione di essere stato il personaggio di un dipinto di paesaggio.
Si parcheggia al Lago Welsperg, a pagamento nei mesi estivi. Al parcheggio c'è una fontana, e poco distante un bar dove fermarsi al ritorno.
Il periodo migliore è dalla primavera all'autunno, quando i prati sono fioriti e la luce gioca con i colori del bosco. Ma anche nelle giornate limpide d'inverno, con la neve sui prati e le Pale che brillano contro il cielo, il sentiero regala scorci che non si dimenticano.
Per finire un avvertimento: se arrivate qui con i vostri bambini e pensate di fare un giro veloce, sappiate che vi troverete fermi al torrente da un'ora!

